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Tutti contro Saviano

Amici di “Oltre”,

sono davvero finiti i tempi in cui  Roberto Saviano era intoccabile, gli anni in cui anche una sola critica avrebbe suscitato l’indignazione di un Paese intero, pronto a difendere a spada tratta il coraggioso giornalista che con la sua penna si scaglia contro la Camorra.

In questi ultimi giorni sono infatti piovute critiche contro Saviano sia da destra sia da sinistra.

Le prime in ordine di tempo, sono arrivate da Giorgia Meloni e da Matteo Salvini, i leader di Fratelli d’Italia e Lega Nord: i politici, che già in passato non avevano risparmiato a Saviano pungenti frecciatine, non hanno infatti apprezzato le dichiarazioni rilasciate dallo scrittore napoletano a Gianni Riotta di Rai Cultura. “Sogno sindaci africani al sud”, ha dichiarato Saviano, commentando la critica situazione socio-economica del Mezzogiorno. “Sogno Saviano in Africa” e “Vada a vivere in Africa”, hanno inveito i due politici di destra che, nel giro di pochi minuti, sono diventati virali, finendo tra i “trend topic” di Twitter per le loro esternazioni.

Non è poi naturalmente mancata la replica del diretto interessato:

Io in Africa ci vado: accompagnerò Salvini magari a recuperare i fondi pubblici della Lega Nord finiti in Tanzania e Meloni a scusarsi per le atrocità commesse dal regime fascista nei territori ex coloniali, regime con cui lei politicamente è in continuità.

E’ stata poi la volta di Vittorio Sgarbi che, se sente odore di polemiche, si butta a capofitto.

Tra le critiche più frequenti mosse a Saviano vi è proprio la strumentalizzazione della criminalità organizzata a fini commerciali…in poche parole la volontà di esasperare ogni avvenimento legato alla Camorra solo per enfatizzare il suo ruolo di “icona dell’antimafia”, prendendo in prestito l’espressione utilizzata da Sgarbi nel post di Facebook appena riportato.

Ma se da Salvini, Meloni, Sgarbi e compagnia bella ci saremmo aspettati anche di peggio, a stupire davvero è stata la presa di posizione del sindaco di Napoli Luigi De Magistris.

Il primo cittadino partenopeo ha, seppure con un ragionamento più strutturato, mosso a Saviano le stesse critiche lanciate da Sgarbi (“dovrei pensare che tu auspichi l’invincibilità della camorra per non perdere il ruolo che ti hanno e ti sei costruito”). “Napoli ha rotto il rapporto tra mafia e politica”, ha sottolineato l’ex magistrato, accusando lo scrittore di non rendersi conto del cambiamento della città. E ancora: “Vuoi vedere, caro Saviano, che ti stai costruendo un impero sulla pelle di Napoli e dei napoletani?”. Sono accuse davvero pesanti quelle scritte da De Magistris che, nelle continue denunce di Saviano, vede un mancato riconoscimento degli sforzi che, come primo cittadino, sta compiendo per trasformare la sua Napoli in una città diversa.

Ma lo scrittore non ha certamente incassato l’accusa in silenzio:

Il sindaco De Magistris si rivolge a me in un lungo post su Facebook, ma come sempre non dice nulla sul merito delle questioni, è per questo che è un populista, definizione politica nella quale credo che tutto sommato si riconosca.
Napoli 4 gennaio 2017: due sparatorie in pieno centro e una bambina di 10 anni ferita in un luogo affollatissimo della città. Ma il sindaco è infastidito dalla realtà, a lui non interessa la realtà, a lui interessa l’idea, quell’idea falsa di una città in rinascita: problema non sono le vittime innocenti del fuoco della camorra, problema è che poi Saviano ne parlerà.

In questi pochi stralci della sua “replica social”, l’idea dello scrittore appare chiarissima: Napoli non è cambiata per niente, quella di De Magistris è solo un occultamento della realtà a fini propagandistici.

Chi ha dunque ragione? De Magistris che accusa Saviano di strumentalizzare i casi di cronaca nera per rafforzare il suo successo editoriale, costruito sui crimini della Camorra, o al contrario Saviano che denuncia la “censura” sulla realtà dei fatti operata dall’ormai politico De Magistris? Diteci la vostra.

Davide Bellombra

Davide Bellombra nasce a Tradate il 13 aprile 1991. E' laureato in Lettere moderne e Storia e Cultura del Sistema editoriale all'Università degli Studi di Milano. Dal 2012 scrive sul settimanale locale La Settimana di Saronno, occupandosi di cronaca, cultura, sport e politica nel territorio di Saronno, Saronnese e Bassa Comasca. Ama la musica e le varie forme di spettacolo: nel suo curriculum ha infatti anche un passato da cantante e musicista e talvolta presenta e organizza spettacoli e talent show benefici per la sezione Avis di Turate, di cui è consigliere.

3 pensieri riguardo “Tutti contro Saviano

  • 7 Gennaio 2017 in 13:29
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    L’ego di Saviano è talmente grande che piuttosto di combattere ogni giorno in maniera umile la tragedia della sua Terra… ha preferito usarla come mezzo di notorietà… a tutti i costi…
    Ora attendiamo l’uscita del suo prossimo libro sulla questione immigrati.
    Saviano, MA MI FACCIA IL PIACERE!

  • 7 Gennaio 2017 in 16:34
    Permalink

    Non mi è mai piaciuta una certa retorica radicalchic cresciuta intorno alla figura di Saviano e, per questo motivo, non ho mai ascoltato i suoi lunghi monologhi o guardato i programmi del duo Fazio/Saviano. Nonostante questo,
    ritengo che quanto Saviano ha detto su Napoli nei giorni scorsi sia vero e giusto e che occorra non abbassare la guardia o far finta che i problemi atavici di Napoli siano stati risolti.

  • 9 Gennaio 2017 in 14:20
    Permalink

    Forse Saviano è un po’ pesante con le sue critiche ma, per bacco, non posso dire che sbaglia con l’esprimersi contro ciò che la cronaca quasi quotidiana ci propina! Perchè non urlare quando si usano le armi con tanta faciloneria specialmente quando sono nelle mani di minorenni? Perchè contro Saviano che ha denunciato con forza e coraggio la malavita del sud? Forse invidiosi perchè si è meritata una protezione? Vai saviano vai, continua la tua, la nostra lotta!

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