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A me mi… si può dire!

Eccoci a un altro appuntamento con “MoniCattedra”, cari amici di “Oltre”.

Stavolta vi parliamo dell’abusatissimo “a me mi”.

Quante volte ci hanno rimproverato (o abbiamo rimproverato qualcuno), dicendoci che non si usa perché si ripete due volte la stessa particella pronominale?

Ebbene, in realtà, dire “a me mi” non è un errore, in quanto “mi” è un rafforzativo. Secondo quanto spiegato nel manuale “Si dice o non si dice” del linguista Aldo Gabrielli, infatti, “mi è un elemento sovrabbondante, ma serve per dare alla frase un’efficacia particolare”. La stessa cosa vale per “so che a te non ti va questa cosa”, “a voi non vi confiderò più niente” e così via.

Ma, viene precisato nel manuale, la frase preferibile rimane sempre “a me piace andare al cinema”, più corretta dal punto di vista grammaticale. Fermo restando che, se si vuole dare particolare enfasi, si può utilizzare “a me mi” senza temere di essere “linciati” dai difensori della grammatica italiana.

Monica Gregis

Monica Gregis nasce a Milano il 7 luglio 1988. Laureata in Linguaggio dei media e Comunicazione d'impresa all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Dal 2012 scrive per i settimanali locali La Settimana di Saronno, Il Giornale di Desio e Il Giornale di Seregno, occupandosi di cronaca, politica, cultura, sport ed eventi. Tra le sue grandi passioni la lettura e il cinema.