Riina ha diritto a una morte dignitosa? E’ polemica

Totò Riina è malato e ha diritto a una morte dignitosa, a casa sua o fuori dal carcere. Ha fatto discutere la sentenza della Cassazione, che offre questa possibilità al “capo dei capi” di Cosa nostra, annullando con rinvio una decisione negativa del Tribunale di sorveglianza di Bologna.

Secondo quanto stabilito dai giudici, anche il boss che ordinò le stragi di Capaci e via D’Amelio, che fece colpire a Roma, Firenze e Milano e prima a Palermo, il giudice Chinnici, il prefetto Dalla Chiesa, poliziotti, carabinieri, giudici e giornalisti, anche lui ha “diritto di morire dignitosamente”, diritto che andrebbe assicurato a ogni detenuto. La Suprema Corte ordina un nuovo esame della situazione da parte della magistratura bolognese, per un’eventuale scarcerazione, con la concessione della detenzione domiciliare o ospedaliera.

E’ subito scoppiata la polemica, tra la rabbia e l’indignazione generale: addirittura un superboss sanguinario come Riina avrebbe diritto a un tale beneficio? In tanti sono insorti affermando che le sue vittime una morte dignitosa non l’hanno avuta.

La Cassazione chiede ai giudici di merito di verificare se lo spessore criminale di Riina consenta di considerare ancora pericoloso  il boss ultraottantenne, affetto da anni da una cirrosi epatica e da una serie di patologie collegate. Dovranno quindi considerare “il complessivo stato morboso del detenuto e le sue condizioni generali di scadimento fisico” e rivalutare la compatibilità tra la situazione clinica e la permanenza in carcere, in una condizione di isolamento totale e di monitoraggio visivo continuo.

Riina, ancora oggi imputato nel processo sulla trattativa Stato-mafia, non aveva partecipato alle ultime udienze, seguendo quasi tutto il dibattimento in videoconferenza e in barella. Ora non riuscirebbe a stare seduto ed essendo affetto da “una grave cardiopatia, è esposto a eventi cardiovascolari infausti e non prevedibili”.

Monica Gregis

Monica Gregis nasce a Milano il 7 luglio 1988. Laureata in Linguaggio dei media e Comunicazione d’impresa all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Dal 2012 scrive per i settimanali locali La Settimana di Saronno, Il Giornale di Desio e Il Giornale di Seregno, occupandosi di cronaca, politica, cultura, sport ed eventi. Tra le sue grandi passioni la lettura e il cinema.

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