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Addio Rodotà, il ricordo di Mentana

Un Paese intero piange Stefano Rodotà, giurista, politico e accademico italiano, morto ieri a 84 anni. I più lo ricordano per il suo importante ruolo da garante della privacy dal 1997 al 2005. I più giovani invece l’hanno sicuramente sentito nominare in occasione dell’elezione del Presidente della Repubblica del 2013, quando dato per molti come papabile futuro presidente, alla fine dovette accontentarsi della non elezione. In quell’occasione si optò in fatti per un secondo mandato di Giorgio Napolitano.

Ci piace ricordare un’ultima volta Stefano Rodotà con il  pensiero del giornalista Enrico Mentana, che così l’ha ricordato a caldo in apertura del Tg La 7 di ieri sera.

Uno spirito libero, un uomo profondamente legato alle istituzioni, sereno, in una fase finale della vita che lo aveva visto riconosciuto nel suo valore, nella sua navigazione attraverso i diritti e le libertà, l’etica e la politica, la sinistra e il mondo nuovo degli anni nostri. “Rodotà Rodotà” lo slogan scandito di chi lo avrebbe voluto come capo dello stato, indicato dai 5 stelle in quel memorabile 2013. “Rodotà Rodotà”, l’incedere cantilenato della lettura delle schede di Laura Boldrini. Ma Rodotà è stato prima e dopo tante altre cose, con diversi alleati e avversari, e una disarmata sicurezza intellettuale, sia che parlasse di Costituzione, studiata e difesa fino al referendum dello scorso dicembre, sia che indicasse le violazioni alla privacy, di cui era stato anche Garante, sia che parlasse delle sorti e degli errori di quella che era stata da sempre, da giovane studente di Cosenza fino a vicepresidente del Senato, la sua parte politica di impegno diretto, quella sinistra imboccata da irregolare da un Rodotà che è stato radicale, socialista, indipendente di sinistra, e anche presidente del neonato Pds , ma mai lontano da tutte le forze minoritarie, e semmai avversario da chi di volta in volta della sinistra voleva essere l’asso pigliatutto, da Craxi a D’Alema a Renzi. Appassionato molto più di quanto l’argomentare lucido e didascalico che utilizzava per i suoi interventi etici facesse immaginare, poteva infervorarsi nel ricordo di ciascuna delle grandi battaglie vinte e perse, dalla scala mobile alla questione morale al compromesso storico fino alle ultime sfide. Memorabili le tenzoni all’interno del gruppo di intellettuali della sinistra indipendente in cui trovò altri che come lui iniziarono con l’esperienza attorno a un imprenditore illuminato come Adriano Olivetti. Chi lo ha conosciuto non può dimenticare la serenità dei suoi occhi, la pacatezza del suo argomentare, al di là della ragione e del torto, lungo tutta la sua parabola pubblica chiusa solo dalla morte, oggi, a 84 anni

Davide Bellombra

Davide Bellombra nasce a Tradate il 13 aprile 1991. E' laureato in Lettere moderne e Storia e Cultura del Sistema editoriale all'Università degli Studi di Milano. Dal 2012 scrive sul settimanale locale La Settimana di Saronno, occupandosi di cronaca, cultura, sport e politica nel territorio di Saronno, Saronnese e Bassa Comasca. Ama la musica e le varie forme di spettacolo: nel suo curriculum ha infatti anche un passato da cantante e musicista e talvolta presenta e organizza spettacoli e talent show benefici per la sezione Avis di Turate, di cui è consigliere.