La porta dell’Inferno esiste: ecco come raggiungerla

La “Porta dell’Inferno” esiste e questa volta non stiamo alludendo ad antiche leggende o alla “Commedia” dantesca: la “Porta dell’Inferno” è situata in un punto preciso del nostro pianeta, nel villaggio Derweze, nel bel mezzo del deserto del Karakum in Turkmenistan (a circa 260 km a nord della capitale Ashgabat).

Se state però pensando di immettervi nei gironi narrati dal Sommo Poeta vi sbagliate di grosso, la “Porta dell’Inferno” non è infatti altro che il risultato di un errore umano. Il suo nome deriva dalle lingue infuocate e dal forte odore di gas che fuoriescono da un cratere, largo circa 70 metri e profondo 25, che si distingue nel mezzo di un’area totalmente desertica. Qui, nel 1971, gli ingegneri sovietici perforarono il terreno alla ricerca di petrolio e gas naturale, non considerando però la fragilità del terreno. L’area incominciò infatti a collassare, creando quel cratere che ben presto ha inghiottito il sito e le strumentazioni degli ingegneri. Questo causò una pericolosa emissione di gas tossici, molto nocivi per la popolazione locale. Per questo i geologi furono costretti a bruciare tutto il gas presente, sottovalutando però le conseguenze. La combustione non durò infatti pochi giorni come ci si aspettava: dopo anni e anni il cratere brucia ancora, conquistando il suggestivo appellativo di “Porta dell’Inferno”.

Purtroppo non è facile ammirare questo anomalo fenomeno a causa dell’estrema marginalità del sito in cui si trova. Viaggiare nel deserto del Karakum è infatti un’impresa ardua a causa dell’assenza di strade asfaltate, del percorso ricco di voragini, estremamente dannose per ogni mezzo, e della carenza di qualsiasi elemento di primaria importanza, a partire dall’acqua potabile. Entrare poi in Turkmenistan non è poi così facile a causa della presenza di una dittatura che rende molto rigidi i controlli alla dogana e molto restrittivi i permessi per accedere all’interno del Paese.

I più coraggiosi e temerari, che sono riusciti a portare a termine l’impresa, hanno raccontato di avere vissuto un’esperienza incredibile, la sensazione è infatti quella di entrare in un forno, pur rimanendo a chilometri e chilometri di distanza. Ideale sarebbe arrivare di sera in prossimità della “Porta dell’Inferno” in modo da assistere allo spettacolo del fuoco che illumina la più profonda oscurità della notte nel bel mezzo di uno sterminato deserto.

Vi proponiamo un video, in modo che possiate maggiormente rendervi conto di ciò che stiamo descrivendo

Davide Bellombra

Davide Bellombra nasce a Tradate il 13 aprile 1991. E' laureato in Lettere moderne e Storia e Cultura del Sistema editoriale all'Università degli Studi di Milano. Dal 2012 scrive sul settimanale locale La Settimana di Saronno, occupandosi di cronaca, cultura, sport e politica nel territorio di Saronno, Saronnese e Bassa Comasca. Ama la musica e le varie forme di spettacolo: nel suo curriculum ha infatti anche un passato da cantante e musicista e talvolta presenta e organizza spettacoli e talent show benefici per la sezione Avis di Turate, di cui è consigliere.

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