Stupro, atto bestiale sempre e comunque

A pochi giorni di distanza dallo stupro di Rimini, a danno di una turista polacca, violentata da un branco di nordafricani capeggiato da Guerlin Butungu, in queste ore stiamo assistendo al clamore mediatico suscitato da un altrettanto violento episodio a sfondo sessuale. Due studentesse statunitensi, stuprate a Firenze, hanno indicato in due carabinieri i loro aguzzini: si tratta di due militari di 30 e 45 anni (tra cui un padre di famiglia), incastrati dalle telecamere, e ora accusati di violenza sessuale. La reazione mediatica e “social” a quest’ultimo episodio è però stata caratterizzata da un atteggiamento differente: dalla giustamente dura condanna al branco di nordafricani di Rimini, si è passati allo scetticismo nei confronti del resoconto delle studentesse statunitensi e a una tiepida condanna nei confronti dei due carabinieri, uno dei quali si è presentato di fronte al magistrato, parlando di “rapporto consenziente”. Parte del web ha infatti difeso i carabinieri, mettendo in dubbio la buona fede delle giovani studentesse, accusate di essere poco di buono, furbe, bugiarde, ubriache, drogate e chi più ne ha più ne metta. I social, da cui non si differenzia certa stampa, hanno dunque trasformato le vittime in aguzzine, difendendo, o comunque non condannando, i due carabinieri.

Da questo atteggiamento “bipolare” ha preso subito le distanze il direttore del Tg di La7 Enrico Mentana, che ha scritto sulla sua pagina Facebook:

Lo stupro è un atto bestiale sempre e comunque, l’atto di violenza su una donna non è diverso nella sua ripugnanza se compiuto da giovani nordafricani o da uomini italiani in divisa. Ed è doveroso stare dalla parte delle vittime senza nessun distinguo, che si tratti di una turista polacca, di una trans peruviana o di due americane. È così difficile?

Molto più lunga e carica di sdegno l’analisi di Selvaggia Lucarelli, firma de “Il Fatto Quotidiano”, che non ha risparmiato critiche pesanti al segretario leghista Salvini e al sindaco di Firenze Nardella (Pd):

 

Non li fate più gli articoletti e le conferenze e le campagne per convincere le donne a non subire, a denunciare, perché se tante donne decidono di tacere, non è per paura delle ritorsioni dell’aguzzino ma per paura di QUESTO. Del giornalista che pur di avere il titolo ad effetto ti fa passare per megera bugiarda, del politico che per due voti in più insinua, del sindaco che si preoccupa del buon nome della sua città o del suo paesello, più di come sta la vittima.
Lasciatele stare le donne che non denunciano, perché in questo clima di merda che ci si ritrova intorno a denunciare, io le capisco.
E infatti, a quelli che insinuano, mi piacerebbe chiedere che vantaggio avrebbero avuto, le due ragazze americane ad inventare tutto. Davvero. Mi sono spremuta, ma non mi è venuto in mente nulla. Capirai che vantaggi nell’infilarsi in un casino così, nel denunciare non il fruttarolo sotto casa, ma due appartenenti alle forze dell’ordine italiane. Proprio una passeggiata di salute. Proprio troie e soprattutto furbette. Anzi, furbone (qui la versione integrale).

 

Davide Bellombra

Davide Bellombra nasce a Tradate il 13 aprile 1991. E' laureato in Lettere moderne e Storia e Cultura del Sistema editoriale all'Università degli Studi di Milano. Dal 2012 scrive sul settimanale locale La Settimana di Saronno, occupandosi di cronaca, cultura, sport e politica nel territorio di Saronno, Saronnese e Bassa Comasca. Ama la musica e le varie forme di spettacolo: nel suo curriculum ha infatti anche un passato da cantante e musicista e talvolta presenta e organizza spettacoli e talent show benefici per la sezione Avis di Turate, di cui è consigliere.

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