In fondo al mar

Oggi il nostro amico e appassionato di cucina Franco Parisi ci propone una ricetta davvero unica, “In fondo al mar”. Un’idea originale per portare in tavola un antipasto semplice, ma di sicuro effetto visivo, un modo diverso di proporre una tartare di gamberoni. Se avrete la pazienza di realizzarlo anche voi, stupirete di sicuro i vostri commensali.

Ingredienti

Per la conchiglia di schiacciata:
100 g di farina tipo 0 per pizza e pane
40 ml di acqua per impastare
20 ml di olio evo
Mezzo cucchiaino di bicarbonato
10 g di curcuma
Un cucchiaio di semi di girasole secchi
Un pizzico di sale
Due conchiglie di capesante

Per la tartare:
4 gamberoni
Un pizzico di sale affumicato
Un goccio di olio evo per condire
Qualche fogliolina di maggiorana fresca

Per impiattare:
pane grattugiato
qualche ciuffo di polipetto
delle ciliegine di mozzarella
due teste di gamberone

Procedimento

Per prima cosa mischiamo bene la farina con la curcuma, il bicarbonato e un pizzico di sale, poi impastiamo con acqua tiepida e alla fine con l’olio evo. Fatto il panetto lo lasciamo riposare per mezz’ora a temperatura ambiente in una ciotola coperta da un tovagliolo. Prendiamo due quadrati di carta da forno e li tagliamo a forma delle conchiglie delle capesante. Bagniamo e strizziamo bene la carta da forno, la posizioniamo sulle conchiglie, stendiamo la pasta con un mattarello ma non troppo sottile e le diamo la forma della conchiglia sopra la carta da forno, pressando bene. Inforniamo per 5 minuti a forno preriscaldato a 200 gradi, una volta cotta la schiacciata, la sforniamo, la lasciamo riposare e poi togliamo lo stampo della conchiglia.

Prepariamo la tartare di gamberoni, sgusciamoli, togliamo la testa (teniamo due teste che ci serviranno per decorare il piatto) e il filetto nero, laviamoli bene, che non rimanga residuo di sabbia, poi li tagliamo a pezzi grossolani e infine li battiamo al coltello. Condiamo la tartare con olio evo, sale affumicato e foglioline di maggiorana. Teniamo a parte in frigo. Mettiamo in un pentolino dell’acqua acidulata con limone, quando bolle tuffiamo i polipetti e li facciamo cuocere per tre minuti. Li asciughiamo su carta assorbente da cucina. Idem poi le due teste di gamberone. Con le ciliegine di mozzarella ricaviamo le teste dei polipetti.

Distribuiamo in un piatto il pangrattato come a formare un fondo di sabbia, mettiamo la tartare in una mezza conchiglia, la posizioniamo al centro del piatto, decoriamo sopra con una pallina di mozzarella (la perla) e mettiamo dietro l’altra mezza conchiglia, a fianco in piedi le due teste di gamberone (come da foto). Finiamo di decorare il piatto con qualche polipetto con la testa di mozzarellina e dei cubetti di pane per fare le rocce e qualche fogliolina di verdura per fare le alghe.

E adesso… tuffatevi in fondo al mar! Buon appetito!

Monica Gregis

Monica Gregis nasce a Milano il 7 luglio 1988. Laureata in Linguaggio dei media e Comunicazione d'impresa all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Dal 2012 scrive per i settimanali locali La Settimana di Saronno, Il Giornale di Desio e Il Giornale di Seregno, occupandosi di cronaca, politica, cultura, sport ed eventi. Tra le sue grandi passioni la lettura e il cinema.

Un pensiero riguardo “In fondo al mar

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *