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Elezioni politiche: il commento di Pivanti

Elezioni politiche: Edoardo Pivanti, delegato del Partito democratico all’Assemblea nazionale, riflette sull’importante calo di consensi del suo partito e sul futuro della politica e delle istituzioni italiane.

Elezioni politiche: il commento di Pivanti

A cosa pensi sia dovuto il grosso calo di consensi del PD?

Sicuramente non è la più semplice delle domande, provo a dare una mia lettura. Ci siamo presentati con un programma di governo in continuità con quanto fatto in questi anni, dove con una legislatura nata malconcia siamo riusciti come PD a darci un orizzonte di governo coincidente con la legislatura. Questa nostra proposta, a mio giudizio ancora credibile, è stata rivolta a una società strutturata che non esiste più oggi. O meglio, esiste solo nella testa del partito democratico. Tutta quella società strutturata fatta di associazionismo, volontariato, sindacati, in un certo qual senso di gruppi sociali non esiste più, è sfilacciata. Ed è difficile oggi riuscire ad analizzare chiaramente quali sono i bisogni di operai, o dei giovani, o della categoria x, proprio perchè non esistono più queste categorizzazioni. Non a caso, dove esiste ancora tale struttura nella società (i grandi centri) il centrosinistra si mantiene in testa, mentre nelle periferie dove la società è più atomica, perdiamo.

Pensi che la colpa sia solo dell’ex segretario Matteo Renzi?

Assolutamente no, ci sono stati diversi errori imputabili direttamente a Renzi, ma dire che sia interamente colpa del segretario penso sia ingiusto e soprattutto sia una damnatio memoriae immeritata. È chiaro che qualcosa ha sbagliato, probabilmente ributtarsi nell’agone politico subito dopo aver lasciato post referendum è stato uno degli errori (con primarie vinte con 2 milioni di voti non dimentichiamocelo), dare un’eccessiva continuità di governo post referendum è un altro errore volendo. Ma non penso sia imputabile al Segretario, ma a una forma che abbiamo avuto di concepire il partito che si è rivelata non più adatta ad interpretare e a dare risposte alla società.

Secondo il tuo parere, il Pd dovrebbe appoggiare un governo 5 Stelle?

Il risultato delle urne è chiaro e inequivocabile. Una coalizione ha vinto, il centrodestra, e un partito che ha vinto, il movimento 5 stelle. Il centrosinistra ha perso, quindi attualmente spetta ad altri l’onere di formare un governo, o meglio, una proposta di governo. Da lì in poi valuteremo il da farsi, ma sicuramente non si può pretendere che con questi numeri il Partito democratico abbia l’onere di un governo e nemmeno di una responsabilità. La nostra proposta è stata bocciata, quella di altri evidentemente no. Trovino una quadra, e mi pare che già nelle prossime elezioni dei presidenti delle camere le eventuali quadre stiano venendo meno, no?

Quali sono le prospettive future e gli obiettivi che per te il Pd dovrebbe avere?

Prima di tutto viene un momento di analisi sul perchè si è perso, ma questo mi sembra di averlo sviscerato precedentemente. E poi il compito primario è quello di ricostruire interamente il campo del centrosinistra e calarlo nella società atomica che abbiamo nel nostro paese. In questo senso sono fiducioso per la prossima assemblea nazionale e spero esca una linea chiara del futuro. E poi, contrariamente a quanto detto, sono convinto che la base di ripartenza non siano i circoli, ma gli iscritti in quanto tali e aderenti a un sistema di valori che poi devono essere catalizzati in un luogo politico come il circolo. Contorto, ma ritengo sia l’unico modo seppur molto complesso.

Chi pensi possa governare oggi il paese?

Visto l’esito, gli unici che in aula hanno i numeri per una possibile maggioranza sono Lega e 5 stelle. Pare che si vada in questa direzione, attendiamo e valutiamo.

Davide Bellombra

Davide Bellombra nasce a Tradate il 13 aprile 1991. E' laureato in Lettere moderne e Storia e Cultura del Sistema editoriale all'Università degli Studi di Milano. Dal 2012 scrive sul settimanale locale La Settimana di Saronno, occupandosi di cronaca, cultura, sport e politica nel territorio di Saronno, Saronnese e Bassa Comasca. Ama la musica e le varie forme di spettacolo: nel suo curriculum ha infatti anche un passato da cantante e musicista e talvolta presenta e organizza spettacoli e talent show benefici per la sezione Avis di Turate, di cui è consigliere.