Privacy Policy Facebook vs Cambridge Analytica: ecco cosa c'è dietro - Oltre la Notizia

Facebook vs Cambridge Analytica: ecco cosa c’è dietro

Facebook vs Cambridge Analytica: il nostro esperto di scienza e tecnologia Marco Crespi ci spiega meglio la questione che sta tenendo banco in questi giorni, destando preoccupazione a livello internazionale.

Facebook vs Cambridge Analytica: l’analisi del nostro esperto

E’ di questi giorno la notizia, che mette di nuovo alla ribalta l importante dibattito sull’utilizzo dei dati e sulla privacy nei Social Network, che riguarda due importanti protagonisti della comunicazione : Facebook e Campridge Analytica, azienda britannica di consulenza per il marketing online.

Ma facciamo un salto indietro di 6 anni, nel 2012, quando una qualsiasi app poteva prelevare dati non solo dall’utente, ma anche dai suoi amici. Nulla di strano, visto che è previsto dai “termini e condizioni d’uso”: quel lungo elenco di frasi seguito dal tasto “accetta” o “non accetta” con le condizioni che vengono propinate prima di scaricare una APP. Il tutto era vincolato dalla promessa che quei dati venissero utilizzati ed elaborati nel rispetto dei termini e condizioni della piattaforma del Social Network più popoloso del web: Facebook. Ora queste app sono spesso usate per raccogliere dati demografici (età, località, gusti, amici, interessi etc etc) sotto forma di sondaggi e dei famosi test sulla personalità cosi tanto in voga sui social.

Ebbene Aleksandr Kogan, un ricercatore dell’Università di Cambridge ha creato, nel 2014, una quiz-app (dal nome mydigitalife) che avrebbe elaborato le risposte sottoposte ai consapevoli utenti per tracciarne la personalità. Un’app che aveva uno scopo preciso, vincolato dai termini e condizioni che sono state sottoscritte dagli sviluppatori, ovvero raccogliere dati dagli utenti che sottoscrivevano il test. Aleksandr Kogan ha deciso unilateralmente di distribuire questi dati a Cambridge Analytica, terza parte in causa, che utilizza i dati psicografici (con lo scopo di misurare abilità, comportamenti e le caratteristiche della personalità) per poter generare delle statistiche molto accurate sulla audience pubblicitarie degli utenti sui Social per scopi politici (sondaggi elettorali o preferenze politiche). Facebook all’epoca dei fatti ha chiesto una certificazione che ufficializzasse la cancellazione e la non trasmissibilità dei dati raccolti a terze parti. Richiesta che puntualmente arrivò dal dott. Aleksandr Kogan. Nel 2018 il caso riemerge, i dati pare non siano stati cancellati dal ricercatore, ma anzi ceduti a terzi (a Cambridge Analytica). Rapidamente Facebook blocca gli account di Cambridge Analytica e si prepara a uno scontro legale. Ma ormai è tropo tardi, il mondo dei Social grida allo scandalo con calo del titolo Facebook in borsa e class action e gogna mediatica nei riguardi del CEO di Facebook, Mark Zuckerberg.

Le contromosse di Facebook non tardano ad arrivare pubblicamente. E’ avvenuto in questi giorni che Zuckerberg, mettendoci la faccia, durante un’intervista pubblica, abbia affermato che verranno messe in atto diversi tipi di interventi, più severi e oculati, per rendere più consapevoli gli utenti del Social. Facebook controllerà infatti tutte le app che passeranno sulla sua piattaforma e investigherà su tutte le attività ritenute sospette, bloccando account e app laddove ritenuto necessario. Gli sviluppatori delle app avranno meno accesso ai dati degli utenti. L’accesso dopo il login sarà limitato ai seguenti dati: nominativo, immagine del profilo e indirizzo mail. Ci sarà anche un accesso più cristallino e informato alle app per gli utenti. Sarà possibile inoltre controllare le app da un menù in evidenza e verranno messe in primo piano sul newsfeed (ovvero la pagina dove leggiamo le news dei nostri contatti). E sarà possibile revocare tutti i permessi precedentemente concessi alle app scaricate.

Un aspetto che spesso si dimentica è che siamo stati noi a consegnare questi dati a Facebook, in cambio del servizio di cui utilizziamo tutti giorni (condividendo foto, immagini, testo e “mi piace”). Ed è proprio su questo modello di business che si basa il famoso Social Network: ovvero profilare gli iscritti per somministrare contenuti estremamente mirati e di interesse per l’utente/consumatore.

Davide Bellombra

Davide Bellombra nasce a Tradate il 13 aprile 1991. E' laureato in Lettere moderne e Storia e Cultura del Sistema editoriale all'Università degli Studi di Milano. Dal 2012 scrive sul settimanale locale La Settimana di Saronno, occupandosi di cronaca, cultura, sport e politica nel territorio di Saronno, Saronnese e Bassa Comasca. Ama la musica e le varie forme di spettacolo: nel suo curriculum ha infatti anche un passato da cantante e musicista e talvolta presenta e organizza spettacoli e talent show benefici per la sezione Avis di Turate, di cui è consigliere.