Il Vaticano dice sì ai social per le suore di clausura

Il Vaticano dà l’ok all’utilizzo dei social da parte delle suore di clausura, purché sia fatto con “sobrietà e discrezione”, in modo da “salvare il raccoglimento e il silenzio”.

Lo ha stabilito all’interno di “Cor Orans”, l’Istruzione applicativa firmata dalla Congregazione per gli istituti di vita consacrata della Costituzione apostolica “Vultum dei Quarere” dedicata alla vita contemplativa femminile.

La Santa Sede invita a salvaguardare il silenzio e il distacco dal mondo, necessari per vivere un rapporto unico con Dio, facendo quindi un utilizzo adeguato dei mezzi di informazione, che “devono essere usati con sobrietà e discrezione, non solo riguardo ai contenuti ma anche alla quantità delle informazioni e al tipo di comunicazione, affinché siano al servizio della formazione alla vita contemplativa e delle comunicazioni necessarie, e non occasione di dissipazione o di evasione della vita fraterna”. E ancora: “L’uso dei mezzi di comunicazione, per motivo di informazione, di formazione o di lavoro, può essere consentito nel monastero”, ma “con prudente discernimento, ad utilità comune”.

In un contesto di crisi vocazionale, nel mondo ci sono attualmente 37.970 suore di clausura, ma la risposta alla crisi, secondo la Santa Sede, non deve comportare uno stravolgimento del proprio stile di vita: le regole di sempre vanno mantenute.

Monica Gregis

Monica Gregis nasce a Milano il 7 luglio 1988. Laureata in Linguaggio dei media e Comunicazione d'impresa all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Dal 2012 scrive per i settimanali locali La Settimana di Saronno, Il Giornale di Desio e Il Giornale di Seregno, occupandosi di cronaca, politica, cultura, sport ed eventi. Tra le sue grandi passioni la lettura e il cinema.

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