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Una carbonara molto particolare

Una carbonara molto particolare è quella che ci propone il nostro appassionato di cucina Franco Parisi. Un piatto in cui la dolcezza della crema di finocchio smorza la forza della soppressa piccante calabrese legando i due sapori in un piatto di sicuro gradimento.

Ingredienti per quattro persone

Caserecce di topinambur 320 g
400 ml di brodo vegetale (per cuocere i topinambur)
Un finocchio
300 ml di brodo vegetale (per cuocere il finocchio )
Zafferano una bustina o meglio in pistilli
Latte mezzo bicchiere
40 g di pecorino romano
150 g di soppressa piccante calabrese in una sola fetta
Per le caserecce di topinambur:
200 g di topinambur
400 gr di farina di semola rimacinata
1 uovo + un tuorlo
Sale e pepe bianco q.b.

Procedimento

Pulite i topinambur, tagliateli a pezzetti e fateli cuocere in 400 ml di brodo vegetale, quando saranno molto morbidi frullateli. Deve risultare una crema molto densa e asciutta senza filamenti. Sul piano di lavoro fate una fontana con la farina di semola, il sale, il pepe bianco, l’uovo e il tuorlo, la crema di topinambur, e impastate fino a ottenere un panetto liscio. Lasciate riposare il panetto 20 minuti in frigo coperto da pellicola. Fate degli gnocchetti lunghi due centimetri e tirateli con un ferretto o con le dita a formare le caserecce, cavatelli o delle tagliatelle spesse e corte alla chitarra.

A parte fate cuocere il finocchio pulito e tagliato a pezzetti in 200 ml di brodo vegetale. Quando il finocchio è morbido scolatelo e trasferitelo nel bicchiere alto del frullatore a immersione. Fate sciogliere lo zafferano nel latte tiepido e versate nel bicchiere con il finocchio e aggiungete 20 g di pecorino romano (un paio di cucchiai). Frullate fino a ottenere una crema fluida e liscia. Tagliate a cubetti la soppressa piccante e fatela dorare in una padella antiaderente con un goccio di olio evo. Cuocete i cavatelli e trasferiteli nella padella della soppressa piccante, mantecate con la crema di finocchio. Impiattate e spolverate con abbondante pecorino e pepe macinato al momento. Consigliato un buon vino bianco dei castelli romani o un buon EST EST EST.

Monica Gregis

Monica Gregis nasce a Milano il 7 luglio 1988. Laureata in Linguaggio dei media e Comunicazione d'impresa all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Dal 2012 scrive per i settimanali locali La Settimana di Saronno, Il Giornale di Desio e Il Giornale di Seregno, occupandosi di cronaca, politica, cultura, sport ed eventi. Tra le sue grandi passioni la lettura e il cinema.