Privacy Policy

Strage di Erba: tutti contro lo speciale de “Le Iene”

Strage di Erba: ha sollevato parecchi malumori lo speciale sulla condanna a Rosa Bazzi e Olindo Romano, trasmesso il 29 gennaio da “Le Iene” su Italia Uno. Le insinuazioni sulla colpevolezza di Pietro Castagna, parente delle vittime di quella inaudita tragedia, non sono piaciute a chi crede nella giustizia, che si è espressa con ben tre gradi di giudizio, alla firma de “Il Fatto Quotidiano” Selvaggia Lucarelli, che ha scritto che il programma andrebbe chiuso, e naturalmente al diretto interessato.

Strage di Erba: l’indignazione del web contro “Le Iene”

Ancora una volta il programma d’inchiesta “Le Iene” è tornato sotto accusa per i contenuti dei suoi servizi. Così com’era successo per il caso Brizzi o per i suicidi di Blue Whale, la gran parte dei telespettatori hanno puntato infatti il dito contro l’esasperata voglia di fare ascolti attraverso contenuti choc, anche se non oggettivamente dimostrati e basati su prove poco fondate.

La reazione della famiglia Castagna

Il commento di Pietro e Beppe Castagna, cari delle vittime della strage di Erba, non è tardato ad arrivare dopo il servizio di martedì 29 gennaio. A renderlo pubblico, sulla sua pagina Facebook, è stata Selvaggia Lucarelli.

Lo speciale de “Le Iene” andato in onda martedì sera ci obbliga a prendere una posizione. A dodici anni da un dramma che ha strappato nel sangue la nostra famiglia – togliendoci nostra madre, nostra sorella e Youssef, con anche il sacrificio della signora Cherubini e segnando per sempre le nostre vite – dopo 3 gradi di giudizio seguiti con dolorosa pazienza in ogni udienza, interrogatorio, analisi di prove; dopo 3 sentenze di colpevolezza ormai definitive; vorremmo solo vivere le nostre vite. Abbiamo sempre preferito il silenzio, cercando di imitare l’esempio di nostro Padre. Tuttavia, da aprile dello scorso anno sino a ieri, siamo stati fatti oggetto di un’incredibile ed ingiusta campagna di sospetti, con azioni radio-televisive rivolte non ad una asserita verità e nemmeno ad un esercizio (sterile) di revisione di prove già spese ed a processi ormai esauriti, ma ad insinuare nel pubblico un sospetto infame su Pietro. L’insinuazione, tanto più fintamente celata, è ancora più grave di una accusa plateale: semina il dubbio e rovina per sempre chi, così, è vittima due volte. Davvero: la calunnia è un venticello. Abbiamo deciso di non sopportare oltre, chiedendo giustizia a chi è chiamato per ruolo ad affermarla e dando così incarico al nostro legale di perseguire ogni diffamazione, specie se insinuante. Dato che questa aberrante attenzione non si placava, abbiamo deciso di farci sentire una volta per tutte in un confronto diretto e serio con Franca Leosini, confidando di poter poi tornare alle nostre vite. Niente da fare: ieri Le Iene non si sono limitate ad una discutibile affermazione di innocenza, ma si sono abbandonate a subdole insinuazioni di colpevolezza, annunciate sin dai promo: inaccettabili, per la gravità assoluta del crimine anche solo avvicinato a Pietro.Crediamo con fermezza che le responsabilità si facciano valere nelle aule di Giustizia e questo vale per tutti.  Per questo affideremo ai Giudici la valutazione su ogni affermazione diffamante, tanto più se insinuata: il dolore resta, ma il rispetto di ruoli, funzioni, lavoro e persone va difeso.

Pietro Castagna e Beppe Castagna

Davide Bellombra

Davide Bellombra nasce a Tradate il 13 aprile 1991. E' laureato in Lettere moderne e Storia e Cultura del Sistema editoriale all'Università degli Studi di Milano. Dal 2012 scrive sul settimanale locale La Settimana di Saronno, occupandosi di cronaca, cultura, sport e politica nel territorio di Saronno, Saronnese e Bassa Comasca. Ama la musica e le varie forme di spettacolo: nel suo curriculum ha infatti anche un passato da cantante e musicista e talvolta presenta e organizza spettacoli e talent show benefici per la sezione Avis di Turate, di cui è consigliere.