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Virginia Raffaele non convince: l’appello di Selvaggia Lucarelli

Virginia Raffaele: c’erano grandi aspettative sulla conduzione della celebre imitatrice del piccolo schermo, che nell’edizione del 2016 aveva conquistato tutti nei panni di Belén, Sabrina Ferilli, Donatella Versace e in tanti altri sketch, ma memorabili sono state anche le imitazioni di Ornella Vanoni e di tante altre star in ospitate tv e nel programma “Facciamo che io ero”. La sua presenza sul palco della 69esima edizione del Festival, sta però purtroppo passando un po’ inosservata. Ieri infatti è bastata la comparsa di Michele Hunziker in coppia con Bisio per farci dimenticare di lei. Anche se impressionanti sono stati gli sketch nei panni di Mary Poppins con Favino e della soprano che non ricorda le parole. Come conduttrice classica invece non convince perché il suo talento appare represso in una veste che non gli si addice. È di questo parere anche Selvaggia Lucarelli de Il Fatto Quotidiano che ha dato alla Raffaele un consiglio da amica.

Virginia Raffaele è una ragazza talentuosa sul palco e adorabile fuori dal palco.
Se fossi la sua migliore amica e manager e fidanzato e madre, le direi questo: Virginia, di conduttrici brave, fighe, bravine, discrete, che se la cavano ce ne sono a manciate.
Di donne belle che fanno ridere che sanno mettere e togliere maschere e diventare qualcun altro e far ridere e deformare e esasperare personaggi ci sei tu.
C’era la Guzzanti ma è appannata, c’era la Cortellesi ma a un certo punto ha scelto la strada più noiosa.

Tu hai un talento unico. Senza doppioni. Non ti sentire stretta in quel talento, perché in quel vestito lì stai comoda solo tu.
Lo so che poi a un certo punto una dice “Tutti parlano di me ma al bar non mi riconoscono”
o “So cantare ballare interpretare personaggi, perché non dovrei saper dire Ecco a voi Riccardo Cocciante?”. O “Perché io devo essere quella che arriva e intrattiene 10 minuti gli ospiti, anziché la padrona di casa?”.

Semplice. Perché il tuo punto di forza non sta nell’istituzionale, sta nella rottura. Perché tu non sei il bel vestito, la scaletta, i buonasera, le gag da musical. Tu sei i nostri, i loro difetti. Sei quello che ci rende ridicoli. Nudi. Scemi.
E la tua bellezza non è il tuo valore. È il tuo valore aggiunto. Non ci puntare. Non dobbiamo dire “che figa la Raffaele”. Dobbiamo dire “è anche figa la Raffaele”. Ce ne dobbiamo ricordare alla fine, quando abbiamo finito di ridere e di spellarci le mani per gli applausi.
E se in futuro avrai dei dubbi su cosa sia giusto per te, pensa questo: non accettare mai un ruolo in cui sei tu quella che deve annunciare la pubblicità.
Detto questo, ti si vuole bene lo stesso.
Selvaggia

Davide Bellombra

Davide Bellombra nasce a Tradate il 13 aprile 1991. E' laureato in Lettere moderne e Storia e Cultura del Sistema editoriale all'Università degli Studi di Milano. Dal 2012 scrive sul settimanale locale La Settimana di Saronno, occupandosi di cronaca, cultura, sport e politica nel territorio di Saronno, Saronnese e Bassa Comasca. Ama la musica e le varie forme di spettacolo: nel suo curriculum ha infatti anche un passato da cantante e musicista e talvolta presenta e organizza spettacoli e talent show benefici per la sezione Avis di Turate, di cui è consigliere.

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