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Mark Caltagirone e Pamela Prati: la verità di un avvocato

Mark Caltagirone e Pamela Prati: nella surreale vicenda sulla presunta coppia di sposi che a maggio dovrebbe convolare a nozze (la storia è spiegata bene in un nostro precedente articolo), è finito suo malgrado anche un avvocato, la cui foto è circolata in rete per dimostrare l’esistenza del futuro sposo della showgirl, su cui sono stati sollevati una marea di dubbi.

Mark Caltagirone e Pamela Prati: un avvocato coinvolto nella vicenda

La foto esclusiva di Mark Caltagirone, il misterioso fidanzato di Pamela Prati, è in realtà un falso. ll volto, apparso sul sito “Dagospia” e mostrato pixelato nella trasmissione “Live non è la d’Urso” di mercoledì sera su Canale 5, appartiene infatti all’avvocato cagliaritano Daniele Cortis, che è stato coinvolto, suo malgrado, nella surreale vicenda. A smascherare la verità sulla foto di Caltagirone che circolava in rete è stata per prima Selvaggia Lucarelli, che sui social e su “Il Fatto Quotidiano” si è occupata del caso Mark Caltagirone. Anche quest’ultima “fake news” si aggiunge dunque al lungo elenco di voci, diffuse e poi smentite, finalizzate a dimostrare l’esistenza di Caltagirone, su cui però in realtà non vi è alcun dato e documento oggettivo.  Oggi Pamela Prati apparirà finalmente in televisione, nel salotto di “Verissimo”, per raccontare la sua verità dopo la bufera mediatica scoppiata su Mark Caltagirone.

Mark Caltagirone e Pamela Prati: la verità di un avvocato

Ha vissuto delle ore di inferno l’avvocato Daniele Cortis, che ha visto la sua foto circolare sul web associata erroneamente a Mark Caltagirone, un nome che purtroppo il legale di Cagliari ben conosceva, come lui stesso ha raccontato nel lungo sfogo pubblicato sul suo profilo Facebook (e condiviso da Selvaggia Lucarelli). L’avvocato se l’ex anche presa con i media, e in particolare con Barbara d’Urso, che, pur sapendo che la foto circolata non appartenesse davvero al tanto misterioso compagno di Pamela Prati, hanno continuato a parlarne per ore alimentando il caso e la curiosità dei telespettatori. Non certo casualmente il volto è stato poi mostrato pixelato, in quanto la verità dietro tale foto era già stampa ampiamente dimostrata. Cortis ha ovviamente deciso di ricorrere a vie legali per tutelare la sua immagine.

Mai avrei pensato di dover scrivere sui social per smentire una notizia assurda e ridicola, in relazione ad una vicenda folle in cui mi sono trovato, mio malgrado ed a totale mia insaputa, coinvolto.
Alle ore 19,45 di ieri sera ho ricevuto un messaggio da un amico collega che mi chiedeva se fossi al corrente che sul sito Dagospia fossero state pubblicate due mie fotografie (rubate da facebook), in quanto individuato come futuro marito di Pamela Prati.
Immediatamente attivatomi, ho dovuto constatare che non si trattava di uno scherzo e che veramente le foto pubblicate dal sito fossero le mie e che dell’argomento si sarebbe parlato di lì a poco nel programma Live Non è la D’Urso di Canale 5.
Non ho focalizzato neppure l’attenzione sui nomi dei protagonisti della vicenda, tanto la mia attenzione è stata rapita dalla presenza delle foto e dalla necessità urgente di smentire tutto e di evitare che questa assurda falsità divampasse più di quello che già era.
Nel frattempo sono stato contattato da una infinità di amici e conoscenti che, girandomi gli screenshots delle videate del sito, mi chiedevano lumi sulla vicenda.
Ho quindi in prima istanza inviato una mail alla redazione di Dagospia, smentendo qualsiasi collegamento tra me e quella vicenda, precisando che non ho mai conosciuto, né conosco la sig.ra Pamela Prati, nonché invitando alla rimozione immediata delle mie immagini dal sito e contestualmente avvertendo che avrei agito in ogni sede per la tutela dei miei diritti ed interessi.
Ho chiuso la mail, dicendo che comunque restavo a disposizione anche al cellulare (di cui ovviamente inserivo il numero) per ogni chiarimento.
La mia premura più grande era – in quel momento – bloccare l’emorragia e fare in modo che nel programma della sig.ra Barbara D’Urso non venissero mostrate le mie foto.
Ho preso quindi contatto con il mio amico giornalista Pablo Trincia (tra le altre cose, una Iena … ), tramite il quale ho avuto la possibilità di sentire telefonicamente la giornalista Selvaggia Lucarelli, da subito dimostratasi gentilissima e disponibile a smascherare le folli bugie che stavano dietro alla vicenda.
Selvaggia ha immediatamente pubblicato un post sui suoi canali social twitter e instagram, in cui avvisava tutti che le foto del sig. Caltagirone erano in realtà “foto rubate dell’avvocato cagliaritano Daniele Cortis”.
Durante quei concitati momenti – si lo so, potrà far ridere, ma vi assicuro che ritrovarcisi in mezzo non è così semplice e piacevole – ho focalizzato l’attenzione sui nomi dei protagonisti della vicenda ed in particolare sul presunto (inesistente?) sig. Marco o Mark Caltagirone – futuro marito della sig.ra Prati – e sull’agente della predetta soubrette, tal sig.ra Pamela Perricciolo.
Non erano nomi nuovi per me.
Facendo mente locale, ho ricollegato e verificato sul mio cellulare che in data 6 giugno 2018 ho ricevuto un messaggio whatsapp da tale “Pamela della Dreaming srls, società di pubblicità”, la quale mi contattava nella mia qualità di Direttore Generale e legale rappresentante della Scuola Calcio Gigi Riva di Cagliari, cui un loro cliente – poi individuato nella persona di tale Marco Caltagirone, politico siciliano a capo di alcune associazioni – avrebbe voluto “dare la sua sponsorizzazione perché è una Holding che sta rientrando in Italia e vuole investire sui ragazzi”.
Trattandosi di associazione sportiva non avvezza a ricevere contributi e sponsorizzazioni, mi sono reso disponibile al dialogo per capire cosa realmente proponessero.
C’è stato quindi uno scambio di messaggi e telefonate, tutte vertenti sulla possibilità mia di andare a Roma da loro (da me negata) o viceversa la possibilità del sig. Caltagirone di venire a Cagliari a vedere il nostro centro sportivo e come lavoriamo con i ragazzi, per verificare con mano se fosse possibile darci una sponsorizzazione.
Appuntamenti telefonici e non bruciati a più riprese, fino a quando al mio messaggio – era ottobre 2018 – che ormai credevo si trattasse di una burla, la sig.ra Pamela mi ha risposto che ero una persona insensibile perché il sig. Caltagirone era rimasto vittima di un brutto infarto e che quindi loro avessero altro a cui pensare.
Auguri al sig. Caltagirone e rapporto, se così si può chiamare questo preliminare tentativo di truffa, chiuso così.
Ecco, dalle verifiche fatte ieri, a parte sui nomi, è emerso che il numero da cui ho ricevuto messaggi e chiamate fa capo alla sig.ra Pernicciolo (con tanto di foto sul profilo whathapp che la ritrae, ora che ho collegato i visi) e che quindi l’aver pescato le mie foto non era poi così tanto casuale come pensavo all’inizio.
Ma questo conta poco, o meglio conta di più il fatto che – nonostante Pablo Trincia e Selvaggia Lucarelli, che ringrazio pubblicamente, si siano prodigati per parlare con D’Agostino e, tramite lui, con la sig.ra D’Urso – quest’ultima abbia portato avanti due ore, diconsi due ore, di trasmissione sul nulla, con la didascalia sotto che avrebbero mostrato per la prima volta le foto mai viste del presunto Mark Caltagirone e poi comunque deciso di mostrarle agli ospiti ed al pubblico in studio, per poi mandare in onda a tutto schermo la mia fotografia seppur pixelata in volto.
Nel frattempo Dagospia aveva pubblicato la smentita, con tanto di ulteriori mie foto e testo integrale della mia mail, compreso – follia assoluta – il mio numero di cellulare per intero, che da ieri sera continua a squillare ininterrottamente per via delle chiamate di tutte le testate giornalistiche televisive e non.
A quanto ne so, stamattina anche Mattino 5 e Rai Uno hanno ripreso la notizia e hanno mostrato ancora, sempre pixelata, la mia fotografia.
A parte le due ore della trasmissione della D’Urso di ieri sera e lo stupore nel pensare che tutti i giornali e le tv dedichino tempo, di questi tempi, alla vicenda della sig.ra Prati, il mio pensiero va a tutti coloro che, come me, incolpevoli ed inconsapevoli, vengono divorati dal tritacarne mediatico, senza – a volte – avere neppure il tempo, l’energia e le risorse per fronteggiare queste assurdità.
Io, dal canto mio, farò tutto ciò che potrò per smascherare questa gente e tutelare la mia immagine … come diciamo noi avvocati … davanti ad ogni competente sede.
Ritengo inutile specificare, qui, quali danni e disagi tutta questa vicenda stia comportando per il sottoscritto.
Spero che queste mie righe siano sufficienti a chiarire una volta per tutte la questione, per lo meno per quel che mi riguarda.
Pur ringraziando le testate giornalistiche e le trasmissioni televisive che mi hanno contattato per fornire la mia versione e smentire quindi l’assurda notizia, confermo che ho declinato e declinerò qualsiasi invito perché non intendo in alcun modo prendere parte a questo circo mediatico.
Sono consapevole che questa querelle, per chi non la vive direttamente, potrebbe essere foriera di prese in giro e facili battute. Purtroppo però, fidatevi, è una cosa seria, tanto da costringermi ad invitare anche i miei amici più cari ad evitare di commentare alimentando il tutto invece che aiutarmi a spegnere “le luci”.

Davide Bellombra

Davide Bellombra nasce a Tradate il 13 aprile 1991. E' laureato in Lettere moderne e Storia e Cultura del Sistema editoriale all'Università degli Studi di Milano. Dal 2012 scrive sul settimanale locale La Settimana di Saronno, occupandosi di cronaca, cultura, sport e politica nel territorio di Saronno, Saronnese e Bassa Comasca. Ama la musica e le varie forme di spettacolo: nel suo curriculum ha infatti anche un passato da cantante e musicista e talvolta presenta e organizza spettacoli e talent show benefici per la sezione Avis di Turate, di cui è consigliere.

Un pensiero riguardo “Mark Caltagirone e Pamela Prati: la verità di un avvocato

  • 25 Aprile 2019 in 12:58
    Permalink

    Senonch il 24 settembre 2017 si legge un altro annuncio: Mi sposo . Ma come? Non erano gi sposati? Stavolta a commentare non c Wanda, ma solo Pamela, con faccette dubbiose e la frase Che Dio metta la mano . Seguono altre foto della fede, con incisa la scritta Oltre (come una delle sue societ ), di nuovo al dito di una mano femminile, senza per che si veda mai il resto del corpo. Se ci sono le fedi, c anche la cerimonia, ma possibile che un personaggio pubblico come l onorevole Ferro che ha migliaia di scatti nei suoi profili ufficiale e privato nasconda il volto proprio nella pagina del marito?

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