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Duecento anni di infinito

L'”Infinito” di Leopardi compie 200 anni e in occasione del compleanno di una delle più celebri poesie di sempre i suoi versi sono riecheggiati nella piazza di Recanati e anche in tante scuole italiane, grazie a un’iniziativa promossa da Olimpia Leopardi e a cui ha partecipato anche il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti.

Flashmob degli studenti per ricordare l'”Infinito”

Migliaia di studenti infatti hanno celebrato questo compleanno speciale a Recanati e in varie città d’Italia. Oltre 2.800 quelli che stamattina si sono riversati nella città natale del poeta per il flashmob #200infinito e per una lettura collettiva della celebre poesia. Ma l’iniziativa si è svolta anche in piazze, scuole, biblioteche, carceri, navi in tutta Italia e anche all’estero per celebrare il bicentenario di una delle poesie più note e amate del poeta recanatese.

Una poesia che vale… all’infinito

A distanza di 200 anni il bellissimo componimento leopardiano ancora ci tocca, ancora ci interroga, ancora è attualissimo. Come mai? Lo ha spiegato durante la manifestazione anche il ministro Bussetti: “L’Infinito è parte di noi, non in senso astratto, ma proprio perché ci parla della nostra esistenza in quanto esseri umani. Questa poesia ci proietta nella dimensione filosofica fondamentale per noi uomini, che è quella dell’infinito. Tutta la cultura occidentale, infatti, può essere inquadrata come uno sforzo di comprendere l’infinito, la Domanda che ci assilla da secoli”. Una poesia che vale all’infinito quindi, che non perde di senso nonostante lo scorrere del tempo.

L’infinito che supera il pessimismo

Una poesia che riscatta pienamente Leopardi dall’etichetta di “pessimista” e che anzi rivela tutto il suo slancio verso la vita, verso la voglia di comprenderne il senso, tutto il suo anelito di andare oltre al contingente e di coglierne una dimensione trascendente. Un moto dell’animo che analizza perfettamente Alessandro D’Avenia nel suo libro “L’arte di essere fragili – Come Leopardi può salvarti la vita”: nello spiegare cosa vogliono comunicare i versi che Leopardi compose nel 1819, lo scrittore cerca anche di far riflettere il lettore: come si può ritenere pessimista chi nella siepe non vede un limite, ma il rimando all’Oltre?

Monica Gregis

Monica Gregis nasce a Milano il 7 luglio 1988. Laureata in Linguaggio dei media e Comunicazione d'impresa all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Dal 2012 scrive per i settimanali locali La Settimana di Saronno, Il Giornale di Desio e Il Giornale di Seregno, occupandosi di cronaca, politica, cultura, sport ed eventi. Tra le sue grandi passioni la lettura e il cinema.