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Il santuario della cornabusa tra storia, fede e natura

“Il gocciolio dell’acqua nel silenzio rumoroso dell’anima”. Questa frase, riportata su un cartello all’ingresso della grotta, racchiude perfettamente le sensazioni che si avvertono al santuario della Madonna Addolorata della cornabusa, una suggestiva chiesa ricavata all’interno di una caverna in cui sgorga una sorgente d’acqua, a San’Omobono Terme, in provincia di Bergamo.

Una chiesa in una grotta naturale: la storia

Già il nome indica dove ci si trova: cornabusa in dialetto lombardo significa “roccia bucata”, cioè grotta. Si tratta di una grande cavità naturale al cui interno vi è una sorgente d’acqua. La grotta è diventata santuario dopo essere stata utilizzata, nel XIV secolo, come rifugio per chi scappava dalle scorribande ghibelline in Valle Imagna, tradizionalmente guelfa. Un’anonima donna porta con sé la statua della Madonna (in legno, di fattura toscana), che da allora accoglie i pellegrini nella grotta. Nascosta tra le rocce, viene ritrovata da una pastorella sordomuta che di fronte a Maria e a Gesù deposto tra le sue braccia ritrova miracolosamente l’udito e la parola. Questo prodigio ha dato inizio al pellegrinaggio verso la grotta, dichiarata ufficialmente santuario con decreto vescovile del 4 febbraio 1510. Da allora è luogo di celebrazione, verso il quale è nato un attaccamento particolare da parte delle comunità della Valle che vivono il ritrovarsi alla cornabusa come momento di aggregazione, di fede e di devozione collettiva.

Fede e natura

Immersa nella natura, per arrivare alla grotta si può percorrere un sentiero che favorisce la preghiera e il raccoglimento. Lungo il tragitto si incontrano infatti sette cappellette, ognuna delle quali ricorda, con un dipinto, uno dei sette dolori di Maria. Al termine si arriva al santuario: ad accogliere i pellegrini c’è la statua della Madonna con in braccio Gesù, in un’atmosfera quasi irrealistica nella quale il silenzio è interrotto solo dal gocciolio dell’acqua.

 

 

Monica Gregis

Monica Gregis nasce a Milano il 7 luglio 1988. Laureata in Linguaggio dei media e Comunicazione d'impresa all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Dal 2012 scrive per i settimanali locali La Settimana di Saronno, Il Giornale di Desio e Il Giornale di Seregno, occupandosi di cronaca, politica, cultura, sport ed eventi. Tra le sue grandi passioni la lettura e il cinema.