Privacy Policy Giordania: una meta imperdibile del Medio Oriente - Oltre la Notizia

Giordania: una meta imperdibile del Medio Oriente

Giordania, una settimana indimenticabile: 1200 chilometri in auto, circa 80 a piedi per un tour davvero pazzesco.

 Approfittando di una settimana di ferie in occasione dell’ultimo dell’anno, abbiamo prenotato un volo da Milano Malpensa ad Aqaba, sul Mar Rosso, con Easyjet che da poco ha aperto la tratta per la Giordania. Arrivati in città in serata, abbiamo avuto giusto il tempo per cambiare i soldi (molto più conveniente rispetto all’aeroporto), trovare in ristorante per cena e andare in hotel (noi avevamo prenotato il Mina Hotel, comodo e centrale). La mattina dopo ci attendeva la nostra auto che avremmo guidato su e giù per la Giordania.

Prima tappa del viaggio, ad un’ora di auto,  il WADI RUM. Si tratta di un’ampia e spettacolare vallata desertica, caratterizzata da incredibili conformazioni rocciose, dove c’era la base dell’ufficiale britannico Lawrence d’Arabia, la leggenda vivente della Rivolta Araba. Al parcheggio prima dell’ingresso, ci attendeva la jeep del Panorama Wadi Rum. Il nostro host, dopo averci accompagnato all’accampamento ed averci offerto il pranzo, ci ha accompagnati in uno splendido tour di quattro ore in fuoristrada. A seguire abbiamo potuto apprezzare la cena beduina, con tanto di thè caldo attorno al fuoco a seguire e la notte nell’ accampamento. Un’esperienza freschina…ma assolutamente incredibile!

Alle 6 del mattino dopo, siamo ripartiti per la seconda tappa del viaggio, quella su cui avevamo riposto le nostre più grandi aspettative. E che non ci ha minimamente deluso.  A circa un’oretta di distanza, abbiamo trovato PETRA, una delle sette meraviglie del mondo moderno. Il percorso è iniziato tra le rocce rossicce e dopo mezz’ora di cammino nella gola all’improvviso appare il Khasneh Al Faroun – il Tesoro dei Faraoni – una delle più impressionanti creazioni dell’uomo, un tempio scavato nella roccia. Il Tesoro non è certamente il punto di arrivo, in quanto Petra nasconde altre bellezze da scoprire: il Monastero, le Tombe, il Teatro, l’Altura del Sacrificio e molto altro. Basta avere scarpe comode (da trekking, meglio), acqua e qualcosa da mangiare. Per i più pigri, la visita a Petra può essere suddivisa anche in due giornate. 

Per l’hotel il consiglio è quello di alloggiare vicini all’ingresso del sito, la sera sarete stanchissimi e l’idea di non avere strada da fare vi aiuterà molto. Noi abbiamo alloggiato all’hotel Esperanza Petra, comodo e pulito.

La mattina dopo, alle 6, siamo ripartiti per 4 ore di auto verso Jerash, caratterizzata dalle rovine romane più belle incontrate in questo viaggio in Giordania. La visita alla cittadella richiede circa 2 ore: anfiteatro e Decumano da non perdere. Da qui ci siamo spostati verso la capitale Amman dove vi sconsiglio vivamente di guidare. Muovetevi in taxi, piuttosto, ma lasciate perdere la macchina. Ve lo diciamo per esperienza. Qui da vedere c’è poco: la cittadella e il teatro romano.

In questo caso, il consiglio per l’alloggio è l’opposto di Petra. Il centro della città è veramente caotico, noi abbiamo preferito rimanere in periferia e ci siamo trovati molto bene all’ Olive Hotel.

Sempre molto presto, siamo saltati in auto in direzione Monte Nebo, dalla cui cima si apre un panorama mozzafiato sul Mar Morto, la valle del Giordano e Gerusalemme. Si tratta di un luogo di pellegrinaggio in quanto si ritiene che da qui Mosè vide la Terra Santa. Da qui ci siamo spostati sul Mar Morto, dove si alloggia in uno dei tanti resort di lusso che caratterizzano la costa. Noi abbiamo scelto il Mövenpick Resort & Spa Dead Sea, in questo modo è possibile provare i fanghi prima di galleggiare nelle acque del Mar Morto.

La mattina successiva, siamo partiti verso Madaba, la città dei mosaici nella quale è possibile girare a piedi per un tour che tocca le principali attrazioni. Quindi ci siamo diretti a Karak, nota soprattutto per il celebre castello crociato. È capitale del Governatorato di al-Karak.

In serata ci siamo spostati a Aqaba, dove abbiamo alloggiato due notti.

Il giorno seguente, dopo esserci immersi nelle acque del Mar Rosso per ammirare la splendida barriera corallina, abbiamo optato per un giro in città:  Castello Mamluk, costruito dal sultanato mamelucco ed usato per secoli come locanda dei pellegrini in viaggio verso la Mecca. La moschea di Sherif al-Hussein bin Ali,  la più grande della città e si distingue per il bianco della pietra utilizzata per realizzarla e la maestosità del minareto e le rovine di Ayla, comprensive dell’antichissima chiesa. Persi nei vicoletti della città abbiamo conosciuto il vero volto giordano, gentile ed ospitale come pochi popoli incontrati fino ad oggi.

Qualche consiglio utile: 

Il cibo: Carne e pesce a volontà,  frutta e verdura davvero ottimi. Il pollo è il piatto principe, accompagnato con riso, pane e uova in abbondanza.

L’abbigliamento:  Noi abbiamo dovuto portare di tutto: dal costume al piumino, perchè le notti nella zona desertica sono davvero molto fredde e l’escursione termica è notevole. La cosa più importante, per noi, è stata avere le scarpe giuste. Senza quelle alcuni percorsi sono ancora più faticosi.

Il visto: Noi abbiamo acquistato il Jordan Pass online ed è stata una scelta davvero saggia. Oltre ad avere incluso il visto per l’ingresso nel Paese, comprende anche gli ingressi ai siti culturali (tra cui anche Petra) che in questo modo risultano compresi nel prezzo. Un bel risparmio!

La sicurezza: Mai una volta ci siamo sentiti in pericolo. La Giordania, come descritto dalle più famose guide, è un’oasi di sicurezza in un clima di guerra e noi sottoscriviamo il pensiero.

Petra è il più bel luogo della terra… non per le rovine, ma per i colori delle sue rocce tutte rosse nere con strisce verdi e azzurre. Non saprai mai cos’è Petra in realtà, a meno che tu non ci venga di persona”
– Lawrence d’Arabia –

 

Eleonora Guzzetti

Eleonora Guzzetti nasce a Tradate il 4 agosto 1992. E' laureata in Giurisprudenza all'Università Cattolica del Sacro Cuore. Dal 2012 ha collaborato sul settimanale locale La Settimana di Saronno, occupandosi di cronaca, cultura, sport e politica nel territorio di Rovello Porro, Cislago e Gerenzano. Ama il calcio, in particolare è una tifosissima del Varese che segue ogni domenica allo stadio. Adora gli animali, specialmente i suoi cani Timmy e Vegan e la gattina Riga.